Figure del dire

“Ogni proverbio è un’immagine che ha dimenticato il suo autore.”

Ci sono parole che non hanno un autore: nascono da molte voci, attraversano i secoli, si consumano come pietre di fiume. Sono frammenti di saggezza anonima, piccole costellazioni che illuminano il quotidiano senza pretendere di spiegarlo.

Figura solitaria in cammino lungo un sentiero spoglio; resta l’ombra, non il volto.
L’ombra rimane sul sentiero, ma chi l’ha generata è già altrove: così sopravvivono le parole senza autore.

La figura che cammina, che apre questa sezione non è un ritratto, ma un gesto. Non sappiamo chi sia, né dove vada: resta solo il passo, il sentiero, l’eco. Così sono i proverbi, i modi di dire, le frasi che attraversano il tempo senza firma. Parole che non hanno un volto, ma che ci somigliano.
In questo spazio raccolgo alcune di queste forme antiche: frammenti di saggezza popolare, accompagnati da incisioni che ne amplificano il respiro. Non sono spiegazioni, né definizioni: sono soglie. Ogni proverbio è un’immagine, ogni immagine è un varco. Io mi limito a passarci attraverso, lasciando che sia il dire, non chi lo dice, a rivelare ciò che deve.

Questo è un indice in divenire, un piccolo atlante dell’immaginario collettivo. Un luogo dove la parola prende forma, e la forma diventa memoria.


“Quel che hai ereditato dai tuoi padri
guadágnatelo, per possederlo.”

FAUST
JOHANN WOLFGANG GOETHE


Finisce qui il tratto introduttivo del cammino. Rileggo le tracce lasciate lungo il sentiero: l’ombra che rimane, la figura che scompare, le parole che continuano a parlare anche quando chi le ha dette è già altrove. Ogni proverbio che incontrerai adesso è una di queste tracce: una piccola deviazione, un’impronta sul margine del percorso, qualcosa che altri hanno lasciato senza sapere per chi.
Mi piace pensare che questo viaggio non sia lineare, ma fatto di soste, ritorni, lampi improvvisi. Per questo, più che una conclusione, questo punto è un passaggio: il momento in cui il sentiero si apre in molte direzioni diverse. Davanti a te c’è un piccolo atlante di immagini e parole, da attraversare come si sfoglia un diario trovato per caso, con la calma di chi segue un’ombra sul terreno.
Il resto del cammino è qui sotto, proverbio dopo proverbio.

  1. “La superbia andò a cavallo ma torno a piedi”

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